Primo itinerario alla scoperta della Terra d’Arneo

25 giugno 2015
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L’Italia è veramente bella, tutta, perfetta per passare vacanze al mare su spiagge bianche e acqua cristallina non tralasciando città ricche di monumenti da visitare e luoghi affascinanti da scoprire, se poi a tutto ciò si aggiunge anche il sole, i colori del sud, il buon cibo e l’ottimo vino allora non si può non andare in Puglia.

Grazie al GAL Terre d’Arneo lo scorso week end ho potuto godere della bellezza dei luoghi e della genuinità degli abitanti di questa accogliente regione e andare alla scoperta della Terra d’Arneo, il cuore rurale del Salento, il territorio sospeso tra terra e mare che da Porto Cesareo a Nardò passa per Campi Salentina, Carmiano, Copertino, Guagnano, Leverano, Veglie e Salice Salentino.

In base a ciò che ho visto vi suggerisco un primo itinerario legato all’arte, al vino e al buon cibo, partendo da Leverano, piccola cittadina conosciuta anche come la “città dei fiori” nel Salento, dove la prossima domenica si svolgerà una gara podistica unica nel suo genere: la “10.000 vigne del Negroamaro“. Una corsa tra i filari d’uva nei vigneti di negroamaro, all’interno dell’azienda Conti Zecca, che faranno da sfondo alla seconda edizione di una gara inebriata di forti profumi emanati da grappoli preziosi, in un contesto che è un vero spettacolo della natura!

Per riprendersi dalla fatica e durante la permanenza a Leverano non ci si potrà esimere dal fare un salto al “Cantiere dei sensi” per assaggiare un tipico mostacciolo ricoperto di cioccolato, un fragrante pasticciotto, un dolcetto di pasta di mandorla oppure la cotognata, una marmellata solida dal sapore molto particolare che si ottiene dai frutti dell’albero di Cotogno.

Spostandosi di pochi chilometri, a Veglie e Copertino, che sono le altre due cittadine limitrofe a Leverano, si potranno esplorare i tesori preziosi nascosti tra i vicoletti in pietra leccese. Sono tesori sotterranei o sospesi a tanti metri da terra e che di sicuro meritano una visita. La prima, Veglie, è nota per la sua cripta ipogea della Favana affrescata con pitture, risalenti ai sec. XIV – XV e raffiguranti Santi di culto greco e latino, mantenutesi fino ai giorni nostri con colori sgargianti e in alcuni casi con contorni nitidi e precisi.

Veglie nasconde nei suoi sotterranei un’altra meraviglia da scoprire: il frantoio ipogeo. Risalente al XVI secolo è composto da diversi vani, che erano destinati sia al contenimento delle olive che alla dimora degli animali e di coloro che lavoravano alla produzione di olio “lampante”. Inizialmente, infatti, l’olio prodotto in Puglia era totalmente, o quasi, esportato per essere usato come combustibile per l’illuminazione delle lampade. Il porto di Gallipoli era il luogo da cui partivano le innumerevoli navi che trasportavano l’olio in tutto il resto del mondo. Solo in un secondo momento le piantagioni di ulivi sono state incrementate e il raccolto è stato utilizzato per l’alimentazione. Visitare il vecchio frantoio sarà come fare un tuffo nel passato!

Copertino, invece, è la città di San Giuseppe, il Santo dei voli e protettore degli studenti. Da visitare la Chiesa in centro a lui dedicata dove è conservato e venerato il suo cuore e il Santuario di Santa Maria della Grottella, poco fuori, dove il santo era solito pregare e dove ha passato gran parte della sua vita. Ciò che proprio non si può non vedere è il Castello Angioino sui baluardi del quale sono state piantate 100 viti di Negroamaro cannellino. Un tempo, infatti, sui bastioni si piantavano sia vigneti che uliveti per poterne raccogliere i frutti in tempo di guerra e resistere agli assedi. Oggi questo vigneto “fortificato”, nato da un’idea della cantina sociale del paese, oltre a trasmettere una suggestiva immagine dell’arte nel Salento, unisce il lato storico-culturale della città al prodotto simbolo del territorio: il vino, il Negroamaro salentino.

Nella maggior parte dei viaggi di piacere o di lavoro non si torna mai a casa a mani vuote e allora passando per Carmiano ci si può fermare al Panificio Rosetta, che sforna delizie di ogni genere dal 1950, e assaggiare il pane fresco appena sfornato, i taralli di grano arso o le famose freselle pugliesi, ottime da portar via e preparare a casa con il pomodoro a pezzetti, un filo d’olio e l’origano.

A Salice Salentina è di strada il “Five Roses club”, nel centro del paese per una degustazione, prima di visitare la cantina dei Conti Leone de Castris con annesso Museo del vino e ammirare reperti che testimoniano la lungimiranza di questa famiglia, che vanta di essere stata la prima, in Puglia, nel 1925, a unire alla trasformazione delle uve anche l’imbottigliamento. Se sarete fortunati come lo sono stata io, il novantenne Peppino, appena fuori dal Museo, vi allieterà con la sua chitarra e le dolci note che si sprigionano dalle sue corde sapientemente pizzicate.

Ma la Terra d’Arneo non è solo questo, è molto altro, è ricca di  mille bellezze e quindi…non finisce qui. Segue il secondo itinerario dedicato a terra e mare.

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