La cucina di Massimo Bottura fa rima con cultura!

23 febbraio 2016
Massimo Bottura

All’interno dell’evento romano Culinaria2016, che quest’anno si è svolto nella cornice molto scenografica del Capitol Club, si sono esibiti molti chef e artisti di varie categorie. Le due giornate del 20 e 21 febbraio sono state ideate per dare modo ai partecipanti e agli ospiti di godere di spettacoli e intrattenimento a partire dalla tarda mattinata/primo pomeriggio fino a tarda notte all’insegna della musica, della buona cucina e del buon bere legate tutte dal fil rouge del  futurismo. Sabato è stata la volta di Roy Caceres e Chef Rubio, ma anche di tanti altri nomi importanti della cucina e della pasticceria, con un finale di serata che ha visto alternarsi sul palco Niki Nicolai & Stefano di Battista Quartet con l’istrionica, inarrestabile e curiosa chef dal ciuffo rosa Cristina Bowerman.

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Domenica invece è stata la volta del grande chef stellato Massimo Bottura. Definito ormai da tutti lo chef italiano più bravo in circolazione è di pochi giorni fa la notizia che il suo ristorante “Osteria Francescana” a Modena, è stato insignito come secondo miglior ristorante del mondo, ma nonostante le soddisfazioni arrivino una dietro l’altra, lo chef Bottura non perde di vista il suo obiettivo principale: trasferire la cultura nei suoi piatti e metterla a disposizione di tutti. Come? Con il progetto legato ai Refettori che è partito da Expo e dal Refettorio Ambrosiano di Milano e che Bottura è intenzionato a promuovere e divulgare nel resto d’Italia e anche all’estero.
Il Refettorio Ambrosiano, la mensa-gioiello dei poveri che Massimo Bottura ha definito un “dono di bellezza alle anime fragili“, ha aperto le porte al pubblico ad agosto, durante l’Expo, con una cena di beneficenza preparata da quattro chef stellati latino-americani: il messicano Enrique Olvera, il cileno Rodolfo Guzmßn, il venezuelano Carlos Garcia, l’uruguayano Matías Perdomo. Grandi nomi sono stati chiamati da Bottura a condividere e sostenere il progetto ideato da lui stesso e realizzato insieme alla Caritas Ambrosiana per diffondere la solidarietà iniziando dal recupero degli scarti di Expo con l’idea di proseguire anche dopo la manifestazione.

M Bottura

A Culinaria2016 l’attesa per assistere alla “lezione” dello chef stellato è stata ripagata con passione, ardore, entusiasmo, umiltà e tanto tanto affetto per il pubblico e ancor più per il cibo, il vero protagonista della nostra vita. “La cultura e le scelte sociali sono la cucina del futuro” come dice Bottura, “ciascuno di noi può creare un piatto se ci mette dentro la sua cultura e lo realizza scegliendo le materie prime, ma ci vuole tempo, pensare un piatto è un esercizio intellettuale, non si può fare bene in pochi minuti, è un esercizio che mette alla prova. Chi ha un’intuizione su un piatto è perchè ci si impegna tanto, per tanto tempo e poi all’improvviso ha un inciampo felice“! Lui ama lavorare in squadra perchè è tutti insieme che si raggiunge il risultato, ci si sostiene a vicenda, ma afferma anche che costruire e tenere insieme una squadra è la cosa più difficile. Per Massimo Botturagli chef sono come gli artisti, ma mentre questi ultimi sono liberi di creare quello che vogliono perchè sono l’espressione più alta del pensiero, i primi, gli chef, non sono liberi allo stesso modo, loro hanno le materie prime da rispettare e hanno una responsabilità“. Non bisogna perdersi nella quotidianità però, altrimenti la vita diventa un’ossessione, se si vive con passione e con un sogno allora la quotidianità può diventare un paesaggio da cui attingere mille idee. E poi basta un po’ di cultura che genera conoscenza per ottenere risultati inaspettati “leggere la pagina di un libro spalanca una porta socchiusa: è il potere della cultura! Quando l’arte incontra la realtà, la cultura incontra la realtà“. Quest’uomo così chiaro, così diretto parla di cose semplici, di non andare più alla ricerca di invenzioni o di nozioni che nelle mani di chi non ha la cultura per capirle possono diventare armi di distruzione. Impariamo a tornare indietro, alle origini, alle tradizioni. I cuochi contemporanei devono essere vicini agli allevatori, ai pescatori, agli ortolani, devono stare al loro fianco. Uno dei piatti di Bottura “il brodo di tutto”  è un tributo alle nostre tradizioni, “ognuno lo fa a modo suo, cambiando e sostituendo gli ingredienti, dal cappone, al piccione, al pollo, ma anche se cambia a seconda di ciò che ci si mette dentro, resta pur sempre un elisir, un rimedio e può essere un rimedio anche per lo spreco alimentare. La magia di un brodo o di un ragù, fatto secondo la tradizione familiare, crea un’alchimia, un’unione, per questo il Refettorio è un messaggio culturale: prendiamo quello che gli altri scartano e rendiamolo un pasto meraviglioso! Noi tutti siamo cultura e tutti insieme possiamo fare la differenza perchè cucinare è un gesto d’amore!” parola di Massimo Bottura.

E dopo una lezione così non resta che aspettare l’apertura del prossimo Refettorio, magari proprio a Roma, per avere conferma che tutti insieme, se si fa squadra, si può cambiare il futuro!

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