Da Castello Monaci al Castello di Copertino: in Puglia rivivono le favole!

22 settembre 2015
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Siamo in Italia, in Puglia, in Salento, in Terra d’Arneo. Ancora una volta, si! Perchè le cose belle bisogna raccontarle e farle vedere, divulgarle e farle conoscere, solo così la cultura e la storia, presenti in tutte le nostre regioni, continuano a vivere per anni anzi per secoli!

A Salice Salentino, a metà strada tra San Pancrazio Salentino e Guagnano, nel 1500, ha inizio la storia di Castello Monaci, come risulta da un documento del Catasto Onciario di Salice Salentino. Un castello che deve il nome all’insediamento di un gruppo di Monaci Basiliani che, durante il periodo della persecuzione cristiana, trovò in questo luogo un posto sicuro dove vivere e decise di adibirlo inizialmente a luogo di culto, meditazione e rifugio per i bisognosi. Nel corso del tempo si trasformò in dimora di nobili famiglie: dai Martino ai Parry Graniger fino ai Provenzano di Ugento, la cui ultima discendente, la Sig.ra Memmo, ne detiene attualmente la proprietà.

Sei sono i secoli di storia e di vita di questa splendida fortificazione che ha subito negli anni numerosi rimaneggiamenti e trafugamenti, l’ultimo dei quali durante la seconda guerra mondiale, ma che ha mantenuto e mantiene tutt’oggi immutato il suo fascino, conservando al suo interno ancora opere d’arte di notevole interesse storico e artistico. Una tenuta alla quale si accede con un lunghissimo viale, costeggiato da alberi secolari e da vigneti, con molti ettari agricoli, un imponente castello e tre cantine costruite al suo interno in diversi periodi. Una di queste cantine, scavata nel tufo, è oggi impiegata come barriccaia. Quest’area dedicata all’invecchiamento si coniuga perfettamente con le più moderne tecnologie di vinificazione di cui è dotato Castello Monaci e, grazie alle ideali condizioni di temperatura e umidità, ospita oltre 700 barriques.

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Lo spazio che un tempo fungeva da cantina di primo stoccaggio oggi ospita il Museo del Vino con un percorso sviluppato all’interno che propone una serie di ritrovamenti tutti provenienti dalla tenuta.

Testimonianze della vita agricola, delle attività di produzione del vino e delle funzioni e usanze della vita domestica nelle tipiche case contadine del Salento. Ai reperti si affiancano una galleria fotografica e un percorso didattico illustrato che documenta il lungo cammino della vite dal Caucaso al Mediterraneo, presenta i vitigni autoctoni e narra la storia e i tempi in cui si parlava di “vino da taglio”, cioè prima che i vini del Salento acquisissero fama e si affacciassero sui mercati internazionali.

All’interno si può chiedere di degustare i vini dell’azienda o fare l’aperitivo in occasione di eventi particolari.

Il Castello offre una cantina ricca di vini prodotti dall’azienda: dal Negramaro al Susumaniello, passando per il Primitivo.

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Si può cenare o pranzare sia all’interno della struttura principale del Castello, sia fronte piscina nella parte, restaurata da poco, delle Scuderie, dove si può soggiornare in una delle dieci suite e dove è presente anche una SPA.

Una vera e propria struttura pensata in parte per grandi eventi, ma anche con spazi riservati agli ospiti. Meravigliose le tre piscine presenti all’interno della tenuta, i giardini ricchi di vegetazione e il bosco dove potersi perdere in lunghe e distensive passeggiate.

L’arredamento interno è curato nei minimi dettagli, c’è una attenzione e una tendenza alla perfezione che difficilmente si trova in luoghi così intrisi di storia e così grandi. Meravigliosi gli arredi esterni, che cambiano ogni anno in accordo con una nota casa di design, totalmente in stile moderno e in netto contrasto con il “passato” del Castello. Ma è proprio questo che colpisce, la fusione di tante sfaccettature tutte ben amalgamate e tutte con la propria identità, in un luogo di pace e riservatezza. Questa è la ricetta vincente di Castello Monaci: un piatto unico, ricco, elegante, moderno, ma corposo…che ha tanto da raccontare già al primo assaggio!

Un luogo del passato che ospita il futuro” così lo definiscono i proprietari, che lo fanno rivivere ogni giorno nella felicità di un bambino alla prima comunione, nel divertimento di un gruppo di amici, per l’illustrazione degli obiettivi di una nuova azienda o la proposizione di un nuovo progetto, o nelle promesse di una giovane coppia di sposi nel giorno più bello della loro vita.

Di Castello in Castello la fiaba continua, sempre in Salento, sempre in Terra d’Arneo, ma questa volta a Copertino, la cittadina del Santo dei voli.

Il Castello di Copertino, progettato dall’architetto Menga e completato nel 1540, ingloba una fortezza sorta in epoca normanna ed ampliata successivamente dagli Angioini.

facciata del castello

Ha una pianta quadrangolare ai cui vertici si innestano quattro possenti bastioni. Lungo il perimetro si misurano novanta feritoie distribuite su tre ordini.  Attraverso il portale, le cui decorazioni sono realizzate in calcarenite locale integrate con stucchi, si accede all’androne, caratterizzato da un percorso a “baionetta”, che assicurava una maggior difesa. Nel cortile interno corrono enormi gallerie di collegamento ai bastioni. Sulla sinistra vi è l’accesso al Mastio e al bastione di sud-est e sorge il porticato Pinelli-Pignatelli. Sulla destra è presente il portale rinascimentale di accesso alla cappella di San Marco, interamente affrescata dal pittore manierista Gianserio Strafella. Nel cortile interno, irregolarmente trapezoidale, si affacciano a più livelli i resti delle varie precedenti fortificazioni e negli ambienti residenziali cinquecenteschi, è presente una cappella gentilizia dedicata a Santa Maria Maddalena, con affreschi del ‘400, rinvenuta durante i lavori di restauro.

Nel 1886 il Castello fu dichiarato monumento nazionale e nel 1955 sottoposto alle norme di tutela. Tutt’oggi è sotto la tutela e gestito dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Ma ciò che maggiormente cattura l’attenzione e risulta essere straordinariamente meraviglioso è ciò che da un anno a questa parte sta avvenendo sui bastioni: è stato ripiantato un vigneto di circa cento barbatelle che il prossimo anno daranno finalmente i loro frutti.

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Documenti storici testimoniano che le parti alte dei bastioni, dei camminamenti e delle mura del Castello Angioino di Copertino, erano utilizzate come giardini pensili e coltivate a vigneto e oliveto. Tutto è partito da un progetto del 2013, proposto dall’enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi e a Francesco Trono, Presidente della Cupertinum Antica Cantina del Salento e, grazie all’approvazione da parte della direzione del Castello di Copertino e della Sovrintendenza dei beni architettonici e paesaggistici, oggi la storia rivive tramite questo vigneto. Le barbatelle sono state piantate nell’aprile del 2014, con sistema di allevamento ad alberello pugliese e disposizione dei filari a quinquonce. La cultivar è il Negroamaro Cannellino varietà antica precoce, riscoperta in anni recenti.

Il progetto “Vigneto sul Castello“, promosso dalla Cantina Cupertinum, valorizza la storia di un paese intero, non solo del vino. Fin dalla sua fondazione infatti, la Cantina sociale cooperativa Cupertinum, si è battuta per la qualità e per il territorio tant’è che le bottiglie di vino DOC recano in etichetta, come emblema, proprio il portale del Castello, mentre i vini IGT Salento, sono dedicati a famiglie nobiliari vissute nel Castello, quindi un legame storico, che parte dal 1935 per arrivare ai giorni nostri, sempre più forte e più sentito nel cuore dei soci – trecentocinquanta – che con 400 ettari in totale di vigneto, producono più di un milione di bottiglie.

 

Tra un anno, esattamente di questi tempi, avremo finalmente la possibilità di assistere alla tanto attesa vendemmia sul Castello e poi all’assaggio del primo vino realizzato con uve coltivate a 50 mt di altezza, ma non su una collina, bensì sui bastioni e sulle mura fortificate intrise di storia e antichità e chissà che sapore corposo avranno le poche e numerate bottiglie che pochi potranno gustare!

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Per ora continuiamo a bere i vini della Cantina Sociale Cupertinum, ormai conosciuti e famosi all’estero, soprattutto a Londra e in Svezia quali il Copertino Rosso Riserva, Negroamaro con tocchi di Malvasia e Montepulciano, il Primitivo e il Rosato Spinello dei Falconi, il Cigliano Bianco e il Glycòs Passito, sempre a base di Negroamaro.

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3 Comments

  • Reply pulsa aqui 9 novembre 2015 at 15:07

    Estoy entusiasmado de encontrar blogs donde hay informacion tan necesaria como esta. Gracias por aportar este post.

    Saludos

    pulsa aqui http://www.casaruralcruz.com

    • Reply peperossoincucina 9 novembre 2015 at 15:18

      Thanks for your comment, in Italy, we have very nice place in all countries! Continue to follow my blog to see more :-)

  • Reply Alla scoperta di Ugento, Gallipoli e dei dintorni di Lecce | Pepe Rosso in Cucina 8 aprile 2016 at 9:05

    […] Costeggiando il litorale jonico si scorgeranno tante torri che avevano funzioni difensive e rendevano più sicure le coste della penisola salentina. La Torre Santa Caterina è una di queste torri costiere del Salento situata nel comune di Nardò in località Santa Caterina. Circondata da una fitta pineta, venne edificata nel XVI secolo, ha una grande scalinata in pietra che conduce alla porta d’accesso. L’interno ospita due ambienti sovrapposti: il piano terra era adibito a ricovero per gli animali e a deposito di attrezzi, il primo piano, diviso in tre stanze con camino, era utilizzato come residenza. Oggi questa Torre è stata ristrutturata con il sostegno del Gal Terra d’Arneo ed è stata adibita a Museo, dal terrazzo dell’ultimo piano si gode una vista panoramica sul mare e sulla cittadina di Santa Caterina rinomata per le sue bellissime Ville in stile Liberty. Nelle vicinanze sono da visitare anche la città di Copertino e la Chiesa di San Giuseppe, Santo dei voli e protettore degli studenti e Castello Monaci, circondato da 3000 piante di ulivi e 200 ettari di vigneti che ho avuto modo di visitare più volte e di cui ho scritto qui. […]

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