Gli ulivi millenari di Nerola

9 novembre 2015
millenari

Nel territorio di Nerola, in Sabina, a due passi da Roma c’è un luogo magico dove si torna indietro di secoli, anzi di migliaia di anni, dove si percepisce l’immensità del tempo e dove ci si sente piccoli piccoli di fronte a dei veri giganti: gli ulivi millenari!

Piantati dall’imperatore Claudio nel tipico modulo a scacchiera, affinché l’ombra di un albero non cada mai sulla chioma di un altro, hanno resistito per circa duemila anni a guerre, malattie, intemperie, incendi e incidenti e sono giunti fino a noi nella loro immensa e sontuosa bellezza.

nodo

Oggi, il campo di ulivi che una volta fu di Claudio l’Imperatore, e della sua famiglia, appartiene ad un olivicoltore di Nerola che cura le piante una ad una, le protegge con amore, le ripulisce dalle erbacce, ne accarezza la corteccia, ne respira il profumo, ne raccoglie i frutti, osserva i nodi e le ferite riportate nel corso della storia, alcune mai guarite altre brillantemente superate.

passeggiata

Passeggiando tra questi giganti ci si sente quasi su un altro pianeta, ci si domanda “se potessero parlare, cosa racconterebbero? Cosa hanno visto e vissuto che noi non sapremo mai e neanche immaginiamo?“. Domande alle quali solo in parte la storia ha potuto dare risposta, ma che accarezzando loro, i custodi dei segreti del mondo, si potrà forse un po’ immaginare.

Sono tutti diversi e tra loro c’è chi ha il tronco scavato, chi bucato, chi si è perfettamente “fuso e amalgamato” ad un’altra specie di pianta, portata in Italia dai monaci di Costantinopoli fuggiti dalla guerra e insediatisi nell’Abazia di Farfa, a pochi chilometri, e che produce frutti tondi, con chissà quali proprietà officinali e ormai inutilizzati. Insomma la storia nella storia!

Il Signor Spagnoli, proprietario di questo monumentale uliveto, raccoglie le olive che queste piante ancora producono, e ne fa un olio extravergine, grazie al frantoio di cui dispone nella sua azienda, che è diventato presidio Slow Food. Potare o raccogliere le olive da piante secolari è molto più oneroso rispetto a impianti più giovani e anche questo  è un modo per evitare l’abbandono degli oliveti più antichi. Il prodotto finale, imbottigliato, è dotato di etichetta narrante che racconta e valorizza adeguatamente la storia, il territorio e il lavoro, ma l‘extravergine “I Secolari” Presidio Slow Food è in vendita solo durante le iniziative di raccolta fondi di Emergency.

Anche a Palombara Sabina, in località Canneto, poco distante da Nerola, si trova un ulivo millenario secondo alcuni esperti addirittura di 3000 anni. Si tratta forse di uno degli ulivi più antichi d’Europa, che fino a 50 anni fa aveva un tronco di circa 12 metri di diametro ridottosi, a causa di un incidente, ai 9 metri di adesso. La leggenda narra che sia stato piantato addirittura dal Sabino Numa Pompilio, Re Di Roma dal 715 a.C. fino al 673 a.C., ma per questo maestoso esemplare di Olivastrone le ultime stime e gli ultimi studi sembrano datare la pianta ad un millennio circa d’età, collocandone la piantagione alla grande campagna di bonifica delle zone di Canneto, da parte dei monaci benedettini di Farfa, i quali proprio intorno all’anno Mille, avrebbe collocato nell’area un presidio, di cui oggi resta traccia nella casa Tanteri e nella attigua cappella della Madonna della Neve.

Certo è che di storia da raccontare ne hanno…millennio più, millennio meno!

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2 Comments

  • Reply Giovanna 15 novembre 2015 at 17:21

    Che splendido post ho trovato! Una settimana fa abbiamo raccolto le olive della nostra terra in quel di Passo Corese vicino Farfa. Zone meravigliose, per l’olio e molto altro. Un abbraccio a presto!

    • Reply peperossoincucina 16 novembre 2015 at 7:58

      Hai ragione Giovanna, tutta la zona della Sabina è bellissima e poi gli ulivi millenari sono di una bellezza e di un fascino tale che inebria chiunque ci si avvicini. Non si può non raccontarlo e magari invogliare qualcuno ad andarli a vedere e accarezzare. Grazie di essere passata, un abbraccio anche a te. :-)

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