In Puglia da Otranto a S. Maria di Leuca

16 febbraio 2016
cattedrale

In Puglia è sempre estate…o quasi sempre! Arrivare ad Otranto in autunno (e anche nel bel mezzo dell’inverno!) e trovare il sole e il mare calmo fa pensare di essere in un luogo ameno, dove regna solo tepore: quello della gente del luogo che accoglie i turisti e quello della brezza marina che accarezza chi passeggia sul lungomare o si addentra tra i vicoletti della splendida città. Ad Otranto si ha l’impressione di essere tornati indietro nel tempo camminando tra le case, le scalinate, i cortili, i negozi ovunque si respira l’atmosfera di una volta. Ogni angolo nasconde una meraviglia: una chiesa, una vista sul mare, un dettaglio da scoprire. Alla domanda sul perché trasferirsi a vivere in Salento la risposta è semplice: qui si vive bene, il sole riscalda i cuori! La città di Otranto, è accogliente e ricca di colori, è il punto più ad est dello stivale, è una città fortificata il cui borgo antico è racchiuso da mura difensive e non è solo mare e spiagge bianche, è anche arte e cultura.

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Imponente e maestoso è il Castello Aragonese, attualmente utilizzato come teatro per mostre ed eventi culturali

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e poi c’è la Cattedrale, la più grande del Salento, dedicata a Santa Maria Annunziata. Quest’ultima, meravigliosa e solenne, conserva i resti del massacro degli 800 fedeli che durante l’invasione dei turchi nel 1480 tentarono la resistenza non volendo rinnegare la propria fede, ma ciò che colpisce appena varcata la soglia d’ingresso è il mosaico sul pavimento, un vero capolavoro opera del Monaco Pantaleone, eseguito tra il 1163 e il 1165, che rappresenta l’Albero della Vita, ritenuto da molti esperti un’enciclopedia del cristianesimo. Esso infatti raffigura molti episodi dell’Antico Testamento ed in generale il cammino che l’uomo deve svolgere per purificarsi dal peccato originale e raggiungere la salvezza eterna. Contiene inoltre molti riferimenti pagani e numerose tracce del simbolico ruolo storico che Otranto ha svolto in qualità di ponte fra Occidente ed Oriente. Nei sotterranei della Cattedrale una scoperta meravigliosa è la cripta, che si trova nell’area sottostante l’abside, il presbiterio e parte dell’aula, risale all’XI secolo ed è una miniatura della celebre Cisterna di Teodosio. Possiede tre absidi semicircolari e si caratterizza per le quarantotto campate intervallate da oltre settanta tra colonne, semi-colonne e pilastri. La particolarità è nella diversità dei capitelli, provenienti da edifici antichi e dell’alto medioevo, tutti diversi tra loro e tutti bellissimi.

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Ritornando a parlare di mare, a nord di Otranto c’è la famosa Baia dei Turchi, storico luogo dell’approdo dei soldati turchi, con la sua spiaggia caraibica ed il mare limpido e i famosissimi Laghi Alimini, due splendidi bacini di acqua dolce l’uno, e salato l’altro, alimentati da diverse sorgenti e circondati da una fantastica macchia mediterranea e da una finissima e bianchissima sabbia. Nella parte più alta e rocciosa ci sono Torre Sant’Andrea e Torre dell’Orso. Proseguendo dalla parte opposta invece, cioè a sud di Otranto, il Mar Adriatico offre altri meravigliosi luoghi immersi in una natura selvaggia ed ancora incontaminata: la Baia di Orte ad esempio o Porto Badisco, poco distante, dove si narra che avvenne l’epico sbarco di Enea in Salento, e dove è presente l’importantissima Grotta dei Cervi, straordinaria testimonianza della vita di antiche civiltà. Impossibile non visitare Santa Cesarea Terme, gioiello incastonato nella costa adriatica salentina e famosa per essere una delle stazioni idrotermali più importanti a livello nazionale e qualche chilometro più giù c’è Castro, perla del Salento con la sua atmosfera avvolgente, una bellissima Cattedrale e il Castello, che si affaccia sulla piazza principale, dal quale si può godere di una vista mozzafiato. Attualmente adibito a museo, all’interno è in atto una mostra archeologica di reperti ritrovati nella Città di Castro. Di grande valore sono infatti gli scavi avvenuti dal 2000 ad oggi che hanno riportato alla luce una antica porta d’ingresso alla città, occlusa in epoca bizantina, il busto di una statuetta di bronzo raffigurante Atena Iliaca e tra i resti rinvenuti numerose ceramiche e oggetti di culto destinati alla Dea tutti esposti all’interno del museo – Castello.

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Addentrandosi verso l’interno e allontanandosi un po’ dalla costa, si può fare una sosta per un pranzo “indietro nel tempo ma avanti nel gusto” merita la Caffetteria Ducale all’interno del Palazzo Ducale a San Cassiano dove consiglio di ordinare il grano saraceno con ceci e cozze oppure le sagne incannulate e il delizioso “arancello ducale” con zucchero caramellato: sapori indimenticabili cucinati con amore e rispetto per le materie prime.

Proseguendo sulla SS275 da Maglie verso S. Maria di Leuca si incontra una località che dal 2004 fa parte dei “Borghi più belli d’Italia” grazie al suo antico borgo di epoca medievale: Specchia. Nel 2007 ha ottenuto dalla Commissione Europea l’Award Eden come migliore destinazione rurale emergente e nel 2010 è stato tra i 20 comuni italiani che hanno ottenuto il riconoscimento come “Gioiello d’Italia” dal Ministero della Cultura. Il borgo antico di Specchia deve il suo nome ai cumuli di pietre che ancora è possibile scorgere qua e là, chiamati appunto “specchia”, utilizzati come difesa o come torri di avvistamento contro i potenziali nemici. Dal 1995 ospita il progetto pilota dell’Albergo Diffuso, realizzato grazie al GAL Capo S. Maria di Leuca.

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Un tuffo nel passato e con lo sguardo rivolto ai nostri avi, emigrati in epoche difficili ma neanche tanto lontane, si fa ad Alessano dove al primo piano di Palazzo Legari è ubicato il Labe – Laboratorio dell’Emigrazione che ci permette di rivivere emozioni e racconti di chi quegli anni li ha vissuti intensamente. Il progetto ha come obiettivo quello di favorire la conoscenza del fenomeno dell’emigrazione attraverso percorsi creativi e attività che valorizzano la cultura e le tradizioni pugliesi. Il Labe di Alessano si propone come ponte tra le comunità locali e le popolazioni emigrate: il luogo dove conoscere il passato per riappropriarsi delle molteplici ricchezze del territorio pugliese. Su un bellissimo piazzale alberato s’affaccia il prospetto laterale del Palazzo Ducale di fine ‘400, dalla parte opposta l’elegante prospetto movimentato dal bugnato a punta di diamante del Palazzo Sangiovanni. Al termine della piazza, attraverso un mezzo arco tra le case, si accede a via della Giudecca per arrivare al quartiere popolato, in altre epoche, dalla comunità di ebrei. Quello di Alessano fu un vero Ghetto, usato durante la seconda guerra mondiale come quartiere di reclusione.

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Alessano è distante solo 13 chilometri da Santa Maria di Leuca, la punta della Puglia, il luogo magico in cui si incontrano i due mari: lo Jonio e l’Adriatico.  Affacciandosi dalla piazza della Basilica di Santa Maria de Finibus Terrae spesso è visibile, in determinate condizioni, una linea di separazione longitudinale, ben distinguibile dal punto di vista cromatico, ma dovuta in realtà all’incontro fra le correnti provenienti dal Golfo di Taranto e quelle dal Canale d’Otranto: uno spettacolo di rara bellezza!

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Una famosa leggenda narra che Santa Maria di Leuca sarebbe stata il primo approdo di Enea (per molti altri questo luogo invece pare sia stato Porto Badisco) e che poi sia passato di qui anche San Pietro, il quale, giunto dalla Palestina, iniziò la sua opera di evangelizzazione per poi proseguire verso Roma. Si racconta che da quando San Pietro fece tappa a Leuca il tempio dedicato alla dea Minerva, posto sul promontorio, diventò un luogo di culto cristiano e uno dei principali centri di pellegrinaggio dell’età antica e medievale e testimonianza di ciò è la colonna corinzia del 1694 eretta sul piazzale della Basilica, recentemente ristrutturata.

Sul viale che conduce dalla basilica agli alberi della pineta, si trova la Croce pietrina, in ricordo del passaggio di San Pietro. Una scalinata doppia di 296 gradini collega la Basilica al sottostante porto e si ricongiunge alla fine laddove sfocia l’acquedotto costruito in epoca fascista.

Appena fuori Santa Maria di Leuca si trova l’agriturismo “Masseria Serine” delizioso ed accogliente, a conduzione familiare, ottimo per godersi la pace, i profumi e i sapori della Puglia. Qui si possono assaggiare tante prelibatezze pugliesi tipiche e se si è fortunati ascoltare la pizzica suonata da musicisti salentini e ballata da una meravigliosa donna “tarantolata”.

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La cucina è a base di prodotti bio, ingredienti genuini di coltivazione propria, olio extra vergine bio prodotto dall’uliveto dell’agriturismo, miele artigianale, confetture e marmellate, conserve in agrodolce e vini del Salento.

E’ possibile anche fermarsi a dormire in camere e bilocali, gli arredi sono in parte d’epoca, ben inseriti nel contesto di una masseria di campagna del ‘600.

Pronti per un week end fuori porta? E allora svelti a fare il biglietto aereo per Brindisi.

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2 Comments

  • Reply Fabio 18 febbraio 2016 at 11:51

    Otranto la trovo proprio deliziosa, con quel mare di un colore incredibile. Ma tutti questi posti descritti perfettamente sono di una bellezza unica.

    Fabio

    • Reply peperossoincucina 18 febbraio 2016 at 17:07

      Hai perfettamente ragione. Quel mare, quei colori, il cibo, l’arte, l’accoglienza e il calore degli abitanti sono alcuni dei motivi per cui soffro di “Mal di Puglia”…sigh…

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