La cuddura di Pasqua

3 aprile 2015
cuddura di Pasqua 1

Questo dolce ha molti significati simbolici a cominciare dalle forme che vengono date a questa preparazione che sono tutte beneauguranti e fanno riferimento al culto cristiano: la treccia simile a un bimbo in fasce o la forma  rotonda a ciambella che rappresenta la corona di spine di Cristo.

Il termine Cuddura che deriva dal greco “Kollour”, vuol dire “corona”. I greci definivano con questo termine dei pani che venivano offerti agli Dei durante i riti religiosi, per chiedere benevolenza. Questa tradizione si è conservata anche con l’avvento del Cristianesimo e nei secoli scorsi la cuddura è diventata un pane particolare, a forma circolare, dove venivano inserite delle uova, per essere più sostanzioso, che, data la forma circolare, poteva essere infilato al braccio o ad un bastone, e trasportato con facilità, durante lunghi spostamenti. Solo in seguito è diventata una tradizione pasquale, prepararla durante la Settimana Santa e consumarla al mattino di Pasqua o a Pasquetta, durante le scampagnate. Per me, questo dolce, è legato all’infanzia e alla mia famiglia. Mia nonna paterna, infatti, era propietaria di un forno/panetteria e già due – tre settimane prima di Pasqua, iniziava a sfornare centinaia di questi dolci che persone di tutto il paese le ordinavano. Ovviamente ce n’era una anche per ogni nipote che la riceveva in dono per gustarla il giorno di Pasqua. La Cuddura cu l’ovu era profumatissima e morbidissima. Un ricordo che è rimasto nel mio cuore.

 

Ingredienti:

Farina 600 gr
Strutto 100 gr
Lievito di birra 25 gr
Uova 10 medie
Limone 1
Zucchero 200 gr
Liquore d’anice
1 bicchiere

Preparazione:

La prima cosa da fare è sciogliere il lievito di birra con un po’ d’acqua calda e mescolarlo ad un pugnetto di farina. Ottenuto un piccolo panetto, metterlo a lievitare al caldo. Versare  la farina su una spianatoia e quando il panetto sarà pronto, inserirlo al centro e aggiungere  quattro uova, il liquore d’anice, la buccia grattugiata del limone, lo zucchero e lo strutto appena intiepidito. A questo punto lavorare l’impasto energicamente fino a renderlo sodo e morbido. Cospargere la spianatoia di farina e dividere l’impasto in due panetti in modo da allungarli (filoni) e ottenerne due parti uguali per poi intrecciarli fra loro, nella versione originale al centro dell’impasto, alla stessa distanza, si pongono le uova intere. Io in questo caso non le ho messe perchè ne ho fatto una piuttosto piccola.
Sistemare la “cuddura” sulla leccarda del forno (ricoperta da carta antiaderente) e far lievitare per circa due ore. Preriscaldare il forno e infornare a 180*. Lasciar cuocere per circa 30/40 minuti, fino a quando la cuddura non sarà dorata in superficie. Per ottenere questo bel colore dorato basta spennellare la superficie della pasta con il rosso d’uovo, ma se si desidera glassarla (alcuni lo fanno) va infornata senza spennellarla.

cuddura di Pasqua

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