La Sicilia occidentale: da Termini Imerese a Palermo

27 novembre 2015
panorama

La terra del sole, la Sicilia, è sempre una magica scoperta. Una delle perle del sud Italia, tutta da svelare, conoscere e vivere attraverso infiniti itinerari, personalizzabili, che spaziano, a seconda dei gusti e delle esigenze, tra natura, storia e tradizione. La natura in questa isola, la più grande d’Italia, mostra le sue maggiori meraviglie: ci sono montagne, vulcani e soprattutto il mare, che con i suoi colori, le splendide spiagge e la bellezza dei suoi fondali non si scorda facilmente! Profumi e sapori unici in questa terra e nelle isole che la circondano, una più bella dell’altra. Nel mio ultimo press tour ho fatto un lungo giro da parte a parte, da costa a costa e partendo da Taormina sono arriva a Termini Imerese e da lì fino a Trapani, ho visitato aziende, ho conosciuto luoghi e storie, ho incontrato tante belle persone, ho amato la Sicilia, ma andiamo per ordine, iniziamo dal primo approdo sulla costa occidentale che è stato a Terre di Himera.

piante aromatiche e olive

Una struttura di turismo rurale a pochi chilometri da Cefalù, che conserva ancora le caratteristiche delle case contadine siciliane, gli ulivi, le erbe aromatiche, un luogo sospeso tra cielo e terra dove si può assaporare, al risveglio, una colazione genuina e ricca di prodotti locali e con una vista mozzafiato.

Un luogo senza tempo, dove ritrovarsi, ma anche perdersi, dove coccolarsi e dove ritemprarsi, dove godere di una tranquillità che sembrerebbe lontana dal mondo, leggendo un buon libro o bevendo dell’ottimo vino. La posizione privilegiata di Terre di Himera, ne fa il punto di partenza ideale per visitare le principali località d’arte di tutta la Sicilia: Cefalù, Palermo, Segesta, Selinunte, Agrigento ed i parchi naturalistici come il Parco delle Madonie e il Parco dei Nebrodi. La struttura si trova, inoltre, all’interno dell’area dell’antica città di Himera, colonia greca di notevole importanza, fondata nel 648 a.C.

Proseguendo il viaggio, poco distante da Palermo, una visita merita l’azienda di vini Cusumano dove ognuna delle etichette è un connubio delle caratteristiche peculiari siciliane: passione, sole, terra, uve, memoria, storia, rivoluzione e novità. Un luogo dove si può bere vini innovativi per andare incontro alle nuove esigenze e ai molteplici gusti dei consumatori. Sulla scia del passato, andando dritti al futuro, la tradizione e l’innovazione si fondono e i giovani fratelli Alberto e Diego Cusumano, con il prezioso contributo dell’enologo Mario Ronco, hanno dato vita nel 2001 al loro progetto imprenditoriale diventato, nel giro di pochi anni, simbolo di dinamismo e novità nell’enologia siciliana.

L’azienda è costituita da 400 ettari distribuiti in aree della Sicilia profondamente diverse tra loro: si va dal podere Ficuzza, a 800 metri di altezza con una forte escursione termica giorno-notte che infonde alle uve una freschezza aromatica particolare, alle terre calcaree bianche di Butera, a 400 metri s.l.m., dove il caldo sole siciliano dona una particolare corposità alle uve, per passare ai vigneti di Alcamo a 250 metri di altezza, con terreni neri ed argillosi pieni di forza e complessità. Lo stile Cusumano si percepisce immediatamente arrivando alla nuova cantina di Partinico che sorge sull’area di un antico baglio. Progettata dall’architetto Fabrizio Ruffino, l’azienda di design e stile contemporaneo applicato ad una realtà produttiva vitivinicola trasmette in modo chiaro ed inequivocabile la cultura di un prodotto antico come il vino e la passione di un’azienda moderna come è la Cusumano.

palermo 1

Ma io non vedevo l’ora di giungere a Palermo, di assaporarla nella sua bellezza e nei suoi contrasti, di vederla di notte e di giorno, di fotografarla e portarla via con me e sono stata accontentata, le sono giunta fin nel cuore: i quattro canti, il vero centro di Palermo. Una piazza di forma ottagonale, Piazza Vagliena, formata dall’incrocio di Corso Vittorio Emanuele e Via Maqueda. Ai quattro lati ci sono quattro edifici con statue, fontane e colonne, che rappresentano quattro quartieri di Palermo: Albergheria, Capo, La Loggia, Kalsa. Al centro di ognuno di questi edifici si trovano le quattro statue che rappresentano quelle che un tempo erano le sante patrone della città: Cristina, Ninfa, Oliva e Agata.

Pochi metri prima di arrivare a piazza Vagliena c’è il Quinto Canto, un Hotel & Spa che con il suo ingresso quasi nascosto, accanto ad un negozio di souvenir, accoglie i suoi ospiti nella dimensione della modernità e del relax e all’insegna dell’eleganza.

room quinto canto

 

Ulteriore scoperta nella scoperta è il ristorante all’interno dell’Hotel, nel cortile su cui si affacciano alcune stanze e in cui d’estate si suona bella musica e si allietano gli ospiti: La locanda del Gusto. Una donna cordiale, simpatica e gioviale, Daniela Sclafani, accoglie i clienti e propone l’aperitivo o la cena e tra una battuta, una chiacchiera e una risata crea l’ambiente rilassante tipico dell’Hotel. E’ un piacere per gli occhi e per il palato assaporare le prelibatezze del ristorante e poi addormentarsi in questo luogo magico.

Ma è altrettanto strabiliante risvegliarsi con una meravigliosa vista sulla cupola della Chiesa di San Giuseppe dei Teatini!

cupola

Nei vari giri in città, turistici e non, è d’obbligo una tappa nella boutique della carne, nella macelleria d’eccellenza di Emanuele e Francesco Cottone, dai quali amano rifornirsi clienti provenienti da tutta Palermo alla ricerca di qualità e competenza. Qui vige una regola ferrea: la frollatura della carne, fase importantissima che ne migliora la tenerezza, ma soprattutto il gusto. Si possono assaggiare carne rossa, bianca e cacciagione, preparati di carne di vario genere, il suino nero nostrano piuttosto che la chianina ed i tagli esteri come l’Angus argentino. Anche il reparto salumi e formaggi è ben fornito, con diverse eccellenza soprattutto locali così come l’enoteca curata personalmente da Francesco.

Appena fuori Palermo verso Bagherìa, ad Aspra per la precisione, ci si ferma a vedere il Museo dell’acciuga dei fratelli Balistreri e da qui si prosegue verso Trapani…

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