La Sicilia più lontana: da Palermo a Trapani

30 novembre 2015
bici epoca

Palermo è indubbiamente una delle città più belle d’Italia e della Sicilia e partire è stato un dispiacere, ma proseguire un viaggio significa lasciare posti meravigliosi per visitarne altri ancora più belli e interessanti. In ottima compagnia e con una bellissima guida, Concetta Spataro, è stato piacevole andare alla scoperta di panorami, cultura e gastronomia di alcune delle più belle zone della Sicilia occidentale. Prima di arrivare a Trapani, percorrendo la “Strada del vino Erice Doc“, la nostra guida ci ha portato a conoscere la storica azienda Fazio e ci ha stupiti facendoci degustare un fresco Muller Thurgau. Sembra impossibile a credersi eppure in Sicilia si produce il Muller Thurgau, vino tipicamente del nord, ma che nell’Azienda Fazio nasce dal felice incontro tra il vitigno originale ed il terroir siciliano.

Intenso e nitido il suo profumo, dalle note spiccatamente floreali e di gusto morbido, i vigneti crescono a 450/500 metri s.l.m. e a coltivarlo in Sicilia per farne buon vino è questa famiglia che da quattro generazioni interpreta con passione e dedizione l’arte della viticoltura e della vinificazione. Una tradizione alla quale Vincenzo e Girolamo Fazio hanno dato un’impronta innovativa, adeguando strutture e tecniche di produzione alle più moderne esigenze del mercato sotto la direzione dell’enologo Giacomo Ansaldi, profondo conoscitore del territorio, che ha valorizzato i vitigni autoctoni senza trascurare quelli più nobili e internazionali.

cantina Fazio

Diverse le etichette dell’azienda, ma soprattutto i valori che Fazio custodisce nelle sue cantine: ottenere vini espressione della terra da cui provengono, selezionare varietà di vitigni alloctoni adattandoli al clima mediterraneo, per ottenere vini unici destinati ad un pubblico internazionale, uniti a sostenibilità ambientale e produzione di energia da fonti rinnovabili. Un inaspettato connubio tra nord e sud, tradizione e innovazione, studio e ricerca, il tutto condito con il calore e la gentilezza della famiglia Fazio, generosa, rispettosa e accogliente.

Ma la tradizione è il filo conduttore in Sicilia per molte aziende leader in diversi settori, tra queste ad Erice c’è la “Nino Castiglione” che opera dal 1933 nella lavorazione del tonno, dapprima in un piccolo stabilimento sul porto di Trapani, poi spostatasi in un’antica tonnara affacciata sul mare.

L’azienda, con una produzione annua di oltre 100 milioni di scatolette, è diventata oggi il primo produttore di tonno in scatola a marchio privato. E’ una realtà industriale prestigiosa e molto importante a livello locale, perchè la lavorazione del tonno è realizzata interamente da maestranze locali (circa 200 dipendenti) che realizzano il prodotto finito seguendo i metodi dell’antica tradizione siciliana, utilizzando il prestigioso sale marino di Trapani, coniugando l’innovazione dei processi produttivi al rispetto dell’ambiente.

Oltre al tonno la “Nino Castiglione” produce anche la bottarga ottenuta dalle uova di tonno lavorate a mano ed essiccate a ventilazione naturale; il mosciame ricavato dalla preparazione fatta a mano del filetto magro di tonno e nota come bresaola di tonno; la ficazza dal colore marrone scuro e dal gusto deciso ottenuta dai pezzetti di tonno attaccati allo scheletro e alle spine è ottima nella carbonara, tagliata a cubetti per sostituire il guanciale.

Queste prelibatezze, assaggiate in azienda per pranzo, sono state il modo migliore per permetterci la prosecuzione del viaggio verso Erice, l’incantevole cittadina medievale alla quale si accede tramite una funivia o con mezzo proprio inerpicandosi sulla strada, tutta curve, che arriva in paese. A 750 m. sul livello del mare, Erice si trova in una splendida posizione panoramica e nelle giornate limpide è possibile osservare le isole Egadi e il mare infinito.

A causa dell’altitudine non è insolito che la città e l’intera cima del monte siano avvolti in un fitto strato di nebbia e ciò preclude la vista del panorama, lo spettacolo più bello, che è forse il motivo principale per cui è diventata meta fissa per chi visita la Sicilia occidentale. Erice è unica, è sospesa tra le nuvole, incamminandoci lungo le stradine medievali del borgo sentivamo solo i nostri passi, poco vociare e poche persone.

E’ un paesino veramente particolare per l’atmosfera che lo circonda, ma la cosa che mi ha colpito di più è l’attenzione e la cura dei suoi abitanti. Non un citofono, non una cassetta delle lettere fuori luogo, nessuna “modernità” che non sia perfettamente ben integrata. Andando sempre più verso il centro del paese abbiamo letto manifesti e visto camion cinematografici che ci hanno annunciato la presenza di una troupe impegnata a girare un film: il secondo film di Pif su una storia d’amore ambientata nella Sicilia del ’43.

Maria Grammatico

Nella Erice, cittadina sospesa nel tempo, merita una visita la pasticceria di Maria Grammatico, una donna diventata ormai leggenda che, se si ha fortuna, si può incontrare nel suo laboratorio e ascoltare direttamente dalla sua voce il racconto di come, utilizzando i “pizzini” ha rubato le ricette dei dolci alle suore del convento del paese.

Andar via da Erice per dirigerci verso Trapani è stato come uscire da un sogno, da una condizione sospesa, avvolti nella nebbia che si diradava ogni metro sempre più, sembrava inverosimile, una sorta di scena da film, dove voltandosi indietro tutto scompare e si vede solo la strada davanti, ma era tutto vero!

palazzo cavarretta

Arrivare a Trapani invece è stato illuminante. Una città bellissima, antica, ricca di Chiese, di palazzi eleganti e alti in stradine strette e lunghe. Non la immaginavo così avvolgente, così stupefacente, ne sono rimasta affascinata. Ho girato una sera e una mattina intera da sola a piedi e tante sono le cose che mi hanno colpito, a cominciare dalla gente, accogliente, gentile e disponibile, in controtendenza rispetto alle città che hanno il porto, dove sono tutti di passaggio e dove difficilmente gli abitanti sono disponibili a dare confidenza.

Pernottare in un appartamento ristrutturato all’interno di un palazzo antico, in pieno centro storico, una Casa Vacanze in Via Roma, accanto a Palazzo Cavarretta, sede degli uffici comunali, è stato bellissimo e comodissimo.

Meravigliosa la storia della Chiesa del Purgatorio a pochi passi dal centro e il rosone che spicca sulla facciata della Chiesa di Sant’Agostino, che si affaccia sulla piccola ma deliziosa piazzetta Saturno, ornata da una fontana trecentesca. Corso Vittorio Emanuele, la Cattedrale di San Lorenzo, luoghi ricchi di storia, di barocco, di una bellezza incredibile.

Anche i dintorni di Trapani sono stati occasione per conoscere ancora di più il territorio, per approfondire le usanze e la fusione dei popoli che questa parte della Sicilia ha vissuto in passato ed ha conservato viva nella quotidianità. La preparazione del Cous Cous e delle busiàte, per una appassionata di cucina come me, sono state un momento di studio e di apprendimento di una cultura lontana dalla mia e molto affascinante.

S Vito Lo Capo

Il primo, il Cous Cous, sono stata fortunata ad assaggiarlo oltre che vederlo preparare, a San Vito lo Capo, nel ristorante dello chef  Vincenzo Caradonna, vincitore del “Cous Cous Fest” edizione 2009, che ha cucinato per noi il Cous Cous di pesce e non solo.

Le busiate con il pesto alla trapanese, invece, mi ha insegnato a farle la signora Ida presso la Fattoria Spezia di Buseto Palizzolo che appena rientrata a Roma ho provveduto a rifare, per la gioia della famiglia.

Un posto particolare, dove consiglio di andare a mangiare la carne, è la Braceria Campo a Valderice, nata nel 2012 come “costola” della macelleria di famiglia è diventata espressione massima dalla passione per la carne. La conoscenza del prodotto sin dalle origini, permette di selezionare le migliori materie prime che i titolari offrono ai clienti in una esperienza nuova di ristorazione: le carni si possono scegliere al banco espositivo, sono le più ricercate carni nazionali ed estere tagliate e cucinate al momento, secondo richiesta, e cotte alla brace di solo legno d’ulivo.

I titolari hanno dedicato particolare attenzione al mondo delle birre, ai salumi artigianali e ai formaggi siciliani e nazionali e per gli amanti del vino, in braceria è presente una ampia selezione delle migliori etichette siciliane.

Custonaci oriz

Sempre nei dintorni di Trapani una visita è d’obbligo a Custonaci, incastonata tra i comuni di San Vito Lo Capo, Valderice, Buseto Palizzolo e Castellammare del Golfo. Una delle sole cinque città mariane d’Italia è luogo di interesse artistico e storico per il Santuario di Maria Santissima di Custonaci che custodisce una tela ad olio raffigurante la Vergine, in procinto di allattare il bambino, patrona della cittadina e custode dei comuni dell’intero agro Ericino.

Un bellissimo rosone decora la facciata della chiesa, ma ciò che colpisce maggiormente è il mosaico di pietre realizzato con ciottoli di mare di diverse dimensioni e colori, con disegni geometrici, posti all’ingresso del Santuario.

Mosaico

Sotto Custonaci, esiste un luogo indietro nel tempo, incredibile per quanto unico, che è la grotta Mangiapane nella frazione Scurati. E’ una delle grotte più importanti del territorio trapanese e deve il suo nome a una famiglia che dal 1819 vi si è insediata, costruendo un vero e proprio borgo, e dove è rimasta fino ai primi anni ’50.

L’importanza di questa grotta è dovuta al fatto che al suo interno, tra i numerosi reperti preistorici, sono stati ritrovati denti e ossa di animali, selci lavorate, ossidiana e pitture rupestri. Oggi la grotta è la sede naturale del Presepe Vivente, che viene allestito proprio nella grotta e che coinvolge l’intera comunità locale e gli ultimi artigiani-artisti siciliani che qui si riuniscono per realizzare uno spettacolo unico ed irripetibile.

La grotta Mangiapane si trova a pochi chilometri di distanza da una delle più evolute aziende olearie nel panorama internazionale, i cui eccellenti prodotti sono ottenuti e imbottigliati secondo i più alti standard qualitativi e igienicoalimentari: I Premiati Oleifici Barbera.

logo barbera

La sede storica di questa azienda, nata a fine ‘800, si trova a Palermo, alla quale, nel 2003, si è aggiunto questo moderno stabilimento produttivo nella incantevole Custonaci. Tutte le fasi di preparazione delle olive (selezione, pulitura e frantumazione) avvengono in un’area esterna, così da mantenere assolutamente incontaminato il locale interno in cui si svolge la gramolazione, la fase più delicata.
Per quanto riguarda la fase di frantumazione, nessun’altra azienda al mondo può vantare ben quattro diversi sistemi di molitura delle olive: frangitura a dischi, a martelli, a rulli di pietra contrapposti e denocciolatura. Infine, un edificio a parte, dove la temperatura viene automaticamente regolata a 18° C per 365 giorni l’anno, è adibito a deposito del prodotto finito e degli imballaggi.

Ad ottobre i Premiati Oleifici Barbera si sono resi protagonisti di un evento unico presso il frantoio del Cluster BioMediterraneo, da un’idea di Manfredi Barbera, grazie al quale è stato realizzato quello che ha preso il nome di “Olio per la Pace“, ottenuto dalla molitura di tutte le principali varietà di cultivar del mondo.

Le olive utilizzate provenivano da Zagaria, azienda di Pergusa, in provincia di Enna, che con le sue 400 varietà diverse, rappresenta un patrimonio di biodiversità imponente nonchè luogo d’integrazione. Grazie ad un accordo tra gli oleifici Barbera ed Alitalia Etihad, siglato il 27 novembre u.s. a Palermo, presso Palazzo d’Orleans, l’Olio della Pace sarà l’olio ufficiale a bordo degli aerei della compagnia di bandiera nei prossimi mesi. Ed io non vedo l’ora di volare in Sicilia ancora una volta!

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2 Comments

  • Reply Giovanna 30 novembre 2015 at 19:02

    Ciao Fabiola! Che meraviglioso viaggio! Le immagini di Erice sono magiche, e tutto il resto conferma una volta di più che viviamo nel paese più bello del mondo, no? Un abbraccio e spero a presto, Giovannna

    • Reply peperossoincucina 30 novembre 2015 at 19:10

      Ciao Giovanna, come darti torto, l’Italia è bella tutta da nord a sud e non si finisce mai di apprezzarla! Erice purtroppo era avvolta dalla nebbia, come hai potuto vedere, magica si, ma non mi ha dato la possibilità di fotografare il panorama! Dovrò tornarci. :-) Grazie di essere passata e un abbraccio anche a te.

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