Matera: prima tappa del Girolio 2015

27 luglio 2015
matera notturna

Matera città della cultura 2019, Matera città dei Sassi, Matera città del pane, Matera città dell’olio, Matera città che nel 1993 l’UNESCO ha dichiarato, per i suoi Sassi, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Ed io che da tempo volevo visitare Matera, fino a due settimane fa ancora non c’ero riuscita! L’occasione è finalmente arrivata con l’AIFB (Associazione Italiana Food Blogger) ed è stata un’occasione veramente speciale: il Girolio2015.

girolio lavorata

Quest’anno, infatti, in concomitanza con Expo 2015, il viaggio nelle produzioni tipiche delle Città dell’Olio italiane, che da luglio a dicembre tocca tantissime regioni, attraversando l’Italia alla scoperta delle sue eccellenze gastronomiche, dei luoghi e dei mestieri legati alla terra e all’olio, è partito proprio dalla città dei Sassi.  Matera il 10 e l’11 luglio scorsi, è stata sede della tappa inaugurale del Girolio2015 con il patrocinio del Dipartimento politiche agricole e forestali della Regione Basilicata, della Camera di Commercio e del Comune di Matera. L’AIFB è stata invitata e otto food blogger, tra cui la sottoscritta, hanno potuto beneficiare di questa occasione speciale per presenziare all’evento e visitare la città.

Un itinerario tra Matera e Miglionico che ci ha visti protagonisti dell’inaugurazione della tappa Girolio2015, di conferenze, firma della Carta di Milano, premiazioni, degustazioni e tanto altro. Siamo rimasti tutti ammaliati da tanta bellezza, cultura, storia e tradizione.

Fra gli insediamenti umani più antichi del mondo, Matera è arroccata sulle pareti di un profondo crepaccio, la Gravina. Su queste pareti, sfruttando la duttilità della roccia, sin dalla preistoria e fino al secolo scorso, l’uomo ha modellato il territorio ricavandone grotte e anfratti destinati a riparo, stalle, ovili, cisterne, frantoi, cantine, chiese, case e cave.

Il materiale di scavo è stato riutilizzato per le costruzioni esterne e i vari livelli sono stati collegati tramite ripide scalinate che corrono lungo i tetti delle grotte sottostanti, tutto ciò realizzando grandi opere di ingegneria per la raccolta e la conservazione dell’acqua. Il sistema urbanistico complesso e unico, in cui le condizioni di vita sono andate peggiorando nei secoli, ha spinto il Governo italiano nel 1952 a emanare una legge speciale che portò al totale trasferimento della popolazione dei Sassi in quartieri nuovi appositamente costruiti. Dopo diversi decenni di abbandono, nel 1986 una nuova legge dello Stato ha incentivato il risanamento degli antichi Rioni, Caveoso e Barisano, e grazie ad interventi di restauro conservativo è stata possibile la realizzazione di musei, strutture ricettive turistiche e il ripristino delle antiche abitazioni per uso residenziale. Nel 1993 l’UNESCO ha dichiarato i Sassi di Matera “Patrimonio Mondiale dell’Umanità” riconoscendo agli occhi del mondo intero il valore universale del più esteso insediamento rupestre al mondo.

Matera ha una storia affascinante, quella di una città unica al mondo, difficile da descrivere perché assolutamente diversa da tutte le altre città in cui siamo abituati a vivere, strutturate in altezza e sviluppate su colline dal basso verso l’alto o in zone pianeggianti.

Matera è sotterranea, si osserva al contrario dall’alto verso il basso o da un lato della Gravina all’altro, guardando dentro, in profondità, attraversandola come fosse un alveare.

Strabiliante è la bellezza dei suoi vicoletti che si intersecano a formare un labirinto, uniche le antiche case arroccate tra i Sassi che all’improvviso si aprono su inaspettati scorci e meravigliosi panorami. Attraente di giorno e suggestiva di notte, ricca di vita e di gioventù, Matera abbonda di meraviglie e prelibatezze tutte da scoprire.

La parte nuova, il Piano, a ridosso dei Sassi, parte da Piazza Vittorio Veneto, costruita quando la popolazione si è spostata per andare ad abitare nella zona nuova. Cuore pulsante della città moderna, il 2 luglio, questa piazza è protagonista della “festa della Bruna” con l’arrivo del carro, trainato da quattro coppie di muli, su cui è adagiata la Madonna Bruna, che giunge nel piazzale del Duomo, dove compie tre giri. La statua, accompagnata dalla Curia Arcivescovile, viene deposta nella Cattedrale, il carro invece, frutto di un lavoro artigianale di mesi, circondato da cavalieri con cavalli bardati di fiori di carta e velluti, in un tripudio di massa, viene assaltato e distrutto per poi essere ideato e ricostruito l’anno dopo e così ogni anno. Due settimane fa erano ancora visibili le luminarie della festa, abbiamo potuto vedere i resti del carro in alcune botteghe e leggere sui giornali locali che i cittadini arrivano a lanciarsi dalle finestre dei palazzi, che si affacciano sulla piazza, pur di poter agguantare un pezzo di carro come souvenir: un ambìto trofeo riservato solo ai più coraggiosi e audaci.

Sotto la piazza Vittorio Veneto, dalla parte della chiesa di S. Domenico, sono visitabili alcuni degli ambienti che formano oggi il Palombaro, nome con cui viene definita la più grande riserva idrica dell’antica città. Questo profondo pozzo era parte del sistema idrico realizzato nella prima metà dell’Ottocento per provvedere ai bisogni della comunità ed era composto anche da una lunga ed elaborata rete di canali che portava l’acqua da una fonte naturale sino alla cisterna. Fino ai primi decenni del secolo scorso, il Palombaro ha rappresentato il punto di riferimento fondamentale per l’approvvigionamento dell’acqua per le famiglie che abitavano il Piano, oggi si può visitare, con una guida preposta, ogni ora a partire dalle 10.00 del mattino.

Grazie alla generosa e sapiente disponibilità del prof. Francesco Linzalone e dell’ing. Gregorio Padula, noi blogger dell’AIFB abbiamo avuto l’opportunità di visitare un antico frantoio ipogeo, appartenuto alla famiglia Miccolis, e ammirare un’altro spazio immenso sotterraneo alla città che in passato era riempito di olive trasformate dapprima in olio per l’illuminazione e solo in un secondo momento in olio per uso alimentare.

Abbiamo inoltre partecipato ad una degustazione di olio extravergine di oliva e di pane di Matera che si è svolta sulla via Ridola, una delle strade principali, che porta al Palazzo Lanfranchi, sede della Provincia. L’olio monovarietale ottenuto dalla spremitura a freddo prevalentemente di olive di tipo “Ogliarola”, accuratamente scelte e trasformate rigorosamente entro 24 ore dalla raccolta, ha un gusto delicato e fruttato al quale, dopo la spremitura, viene aggiunto, per renderlo un po’ piccante, olio di olive del tipo “Coratina”.

la pasta di semola

Grazie a Slow Food Matera abbiamo anche visto fare i cavatelli e i fusilli di grano duro, preparati dalle sapienti mani di nonna Teresa e della Sig.ra Lilla.

Il pane di Matera, marchio IGP, invece, una volta veniva preparato in forme da 4-5 kg e si conservava per settimane. Aveva la forma tipica delle Murge ed era fatto con il lievito madre. Le donne di Matera portavano il lievito come dote al loro matrimonio, gli uomini il timbro, come quelli che riproduce oggi nella sua bottega artigianale il giovane Massimo Casiello.

pane e timbro

L’assaggio di questo pane è un piacere che difficilmente si dimentica, ha una crosta bruna e croccante e la mollica interna dal colore giallo paglierino, una alveolatura soffice, grazie all’utilizzo di semola rimacinata di grano duro di altissima qualità (Senatore Cappelli) e al lievito naturale. Si caratterizza per l’alta digeribilità e la grande durata nel tempo, oltre ad un sapore straordinario ed un profumo di campi di grano e leggere note fruttate. Caratteristica peculiare è che fino alla fine del 1950 le famiglie materane imprimevano, con un timbro in legno unico per ogni famiglia, sulla pasta da infornare, il proprio marchio per riconoscerlo dopo la cottura.

Ci è stato possibile osservare da vicino e riprodurre il procedimento della realizzazione e della “timbratura” del pane, sia grazie ai volontari del presidio Slow Food sia, di notte, grazie ai panettieri del “Forno di Gennaro“, uno dei forni più antichi di Matera che è diventato oggi uno dei più tecnologici e moderni della città guidato, con innovazione e avanguardia, dalla figlia del fornaio Gennaro!

cornetto e timbro

Molti i prodotti tipici di Matera e della zona circostante tra cui i peperoni cruschi, peperoni rossi croccanti che d’estate si mettono a seccare appesi sui balconi, infilati con l’ago e il filo grosso e che in questo modo si conservano per tutto l’anno.

La sera della premiazione dell’Olivarum Premium list, nello splendido scenario del Castello del Malconsiglio di Miglionico, siamo stati accolti da giovani donzelle in costume d’epoca, e una delegazione di chef lucani, capitanati dal Presidente, chef Rocco Cristiano Pozzulo, ha deliziato tutti noi ospiti con un menù a base di piatti tipici della zona partendo dalla “frisella”, seguita dai “cavatelli con mollica fritta e peperoni cruschi”, “gnummrid di maialino nero”, “gelato all’olio” e “cake di fichi caramellati”.

Andando in giro per Matera non sono mancate altre degustazioni e assaggi di prelibatezze e tra queste una tappa è valsa la pena farla al laboratorio- gelateria “I vizi degli angeli” dove i due giovani e coraggiosi titolari, che da Roma si sono trasferiti a Matera pochi anni fa, ci hanno fatto gustare il particolarissimo gelato all’olio di oliva in crosta di pane e la strepitosa cremolata di fichi, ma anche la granita all’anguria, quella alla menta e tanti altri ottimi gusti, insomma un tripudio per il palato!

gelato all'olio in crostino di pane

Ottimo per uno spuntino, una cena o per riportarsi a casa qualche “souvenir gastronomico” veramente ricercato, è d’obbligo una visita a “La latteria“, antica bottega in pieno centro, al lato di Palazzo Lanfranchi, che offre ai suoi clienti salumi e formaggi di altissima qualità.

Una sosta-pranzo alle due del pomeriggio con degustazione di piatti tipici accompagnati da vini prelibati, il tutto in un Sasso vero, dove una volta venivano rinchiusi i criminali, è possibile a “La gatta buia” in Via delle Beccherie. Senza sbarre né poliziotti all’entrata, noi ne siamo usciti (pagando il conto!) a pancia piena e oltremodo soddisfatti.

Non mi resta che indicarvi dove dormire e a tal proposito vi consiglio il comodissimo “Hotel S. Domenico al Piano” con il garage interno, un servizio navetta, una gustosissima e ricchissima colazione e soprattutto a due passi (davvero due!) dalla Piazza Vittorio Veneto, dal centro e dai Sassi.

Se invece cercate un posticino romantico, immerso nella tradizione e non solo a due passi, ma proprio nei Sassi, allora date un’occhiata a l’ “Hotel San Giorgio” delizioso e molto molto caratteristico!

pasolini

La rude bellezza dei Sassi e i paesaggi della Murgia materana hanno incantato registi e cineasti che hanno ambientato qui le loro pellicole entrate a far parte poi della storia del cinema: Pasolini nel 1964 con “Il Vangelo secondo Matteo”, Mel Gibson nel 2004 con “La passione di Cristo”, i fratelli Taviani nel 1990 con “Il sole anche di notte”, Giuseppe Tornatore nel 1995 con il film “L’uomo delle stelle” e tanti altri.

Chissà se qualcuno di loro andando via si è fermato in una delle antiche botteghe a comprare un ricordino, magari un cucù oppure un timbro o forse una scultura dell’artista Pietro Gurrado.

Tutte opere d’arte di una città, Matera, che rapisce l’anima perché unica, veramente unica!

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7 Comments

  • Reply alessandra 27 luglio 2015 at 9:47

    bellissimo reportage, completo e capace di farci rivivere le emozioni di questo viaggio, breve ma intenso :-), alla scoperta di una delle più belle realtà italiane. grazie per averlo condiviso con noi!

    • Reply peperossoincucina 27 luglio 2015 at 17:58

      Grazie Alessandra come per ciascuno di noi, credo, ci sarebbe tanto, ma tanto di più da raccontare, purtroppo il post non può occupare lo spazio di un libro, ma i ricordi dentro di noi si. Come Matera, anche tutti voi siete nel mio cuore! Un abbraccio :-)

  • Reply Fabio 27 luglio 2015 at 11:35

    E’ stata una bellissima esperienza, niente è stato superfluo in questo blog tour, l’opportunità di partecipare a questa prima tappa di Girolio d’Italia, la possibilità di conoscere Matera attraverso le nostra bravissime guide, gli artigiani locali e gli altri blogger con cui siamo stati assieme. Davvero una bella esperienza, coi Sassi che ci sono rimasti nel cuore.

    Fabio

    • Reply peperossoincucina 27 luglio 2015 at 18:00

      E’ vero Fabio, tutto è stato parte di un unica bellissima e formativa esperienza. Speriamo di poterci ritrovare presto in un altro luogo altrettanto meraviglioso, l’Italia è tutta bella e tutta da scoprire. :-)

  • Reply Patty 27 luglio 2015 at 16:43

    Carissima Fabiola, il racconto mi fa tornare in mente particolari assopiti che attraverso le tue foto riprendono vita ed energia. Matera mi ha fatto uno stranissimo effetto, ed ho senso di mancanza molto forte. Pochi posti hanno avuto questo potere su di me e confesso che un po’ di mondo l’ho girato.
    Grazie per la tua emozione condivisa: è stato bello vivere questa esperienza con te. Un forte abbraccio, Pat

    • Reply peperossoincucina 27 luglio 2015 at 18:06

      Grazie Patrizia, anche io ho vissuto Matera con un’emozione particolare, evidentemente è proprio una città magica come magico è stato il feeling che ci ha uniti durante questo blogtour. Nella vita nulla succede per caso ed è bello ricevere in dono l’amicizia di persone con cui condividere il rispetto per le meraviglie che ci circondano. Grazie a tutti voi, all’AIFB e a Girolio2015 che hanno fatto sì che ci incontrassimo! Un abbraccio forte anche a te. :-)

  • Reply Laura 31 luglio 2015 at 15:31

    Ciao Fabiola ancora adesso pensando a quel we mi viene una nostalgia che mi stringe il cuore. È stato tutto perfetto, il tempo, la città con i suoi mille aspetti diversi e la compagnia. Tu poi per me sei stata una scoperta. Felice di aver condiviso quelle emozioni con tutti voi.

    Un bacio
    Laura

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