Nel cuore del Chianti Classico: l’incantevole Dievole

29 settembre 2016
simbolo-di-dievole

E’ tempo di vendemmia, di vino, di campagna e aria pura e a circa 12 km a nord di Siena, nel territorio del Chianti Classico, addentrandosi verso la campagna toscana si può avere tutto ciò, immersi in un paesaggio indimenticabile dove natura, storia e cultura esprimono tutta la loro bellezza e incantano il mondo: non è un sogno, è reale, è Dievole.

Un lungo viale di cipressi porta al piccolo borgo e all’antica Villa Dievole che domina la vallata dai suoi 450 metri slm, la tenuta scende con morbide colline fino a circa 300 metri da cui si apre un panorama tipicamente toscano in un’armoniosa alternanza di ulivi, vigne e casali in pietra.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il Chianti Classico è un ampio territorio punteggiato di piccoli borghi tra le città di Firenze e Siena ed è famoso in tutto il mondo per i paesaggi collinari e i suoi tanti prodotti di eccellenza, tra cui spiccano il vino Chianti Classico Docg e, dal 2001, anche l’olio extravergine di oliva Dop Chianti Classico.

Questo territorio di circa 70.000 ettari, è anche una delle più antiche zone di produzione ufficialmente sancita. I suoi confini di produzione sono stati definiti nel 1716 dal Granduca di Toscana Cosimo III che emanò anche provvedimenti per regolare la produzione, la tutela, la vendita e il nome di quel vino che da secoli già si produceva. Il simbolo oggi come allora è il Gallo Nero, a ricordo di una leggendaria disfida tra le due città rivali.

logo300annichianticlassico-20160126-213152

Proprio quest’anno, il 2016, il Chianti Classico ha celebrato i suoi trecento anni di storia da quel 24 settembre 1716, anno in cui il Granduca Cosimo III de’ Medici decise di delimitare con un bando, per la prima volta nella storia, alcuni territori particolarmente vocati per la produzione di vini di alta qualità.

Il Bando s’intitolava Sopra la Dichiarazione de’ Confini delle quattro regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Vald’Arno di Sopra”, in cui l’area più estesa era rappresentata proprio da quel territorio compreso tra le città di Firenze e Siena in cui nasceva l’omonimo vino Chianti oggi Chianti Classico.

A Dievole, borgo proprio nel mezzo del Chianti, vino e olio extravergine di oliva vengono prodotti da quasi mille anni. Qui gli inverni sono rigidi e le estati molto calde e solo con la fine di settembre il sole torna ad essere dolce e, mentre le temperature scendono, lentamente il paesaggio si infiamma con i colori dell’autunno. Allo stesso modo si infiammano i cuori di coloro che godono, durante la loro permanenza a Dievole, dei tramonti e delle bellezze che la natura e le piantagioni di viti e ulivi offrono, quasi a perdita d’occhio.

tramonto

Foto @Dievole

Il borgo dispone di appartamenti di vario taglio che soddisfano le esigenze di tutti: uomini d’affari che sono di passaggio, ma non vogliono rinunciare a godere di una vista a tutto tondo sulle colline toscane e che vogliono comunque restare a pochi passi dalla città, o famiglie che cercano un’oasi di pace e tranquillità dove potersi ritrovare e stare insieme nella natura. In questo luogo incantato gli appartamenti, che sono dislocati in parte nel borgo, vicino al ristorante e in parte nel caseggiato sulla collina panoramica, tutti finemente restaurati e tutti diversi l’uno dall’altro, sono caratterizzati da colori ed arredi raffinati e allo stesso tempo familiari, in perfetta armonia con la campagna toscana. Molto accoglienti, spaziosi e luminosi sono davvero confortevoli anche per gruppi di amici che possono intrattenersi nei terrazzi o giardini antistanti gli appartamenti sorseggiando gli ottimi vini Dievole.

Questo slideshow richiede JavaScript.

A disposizione degli ospiti c’è un ristorante che al momento conta una cinquantina di coperti (quest’inverno si procederà ad un ampliamento), ma la scelta dei tavoli non si limita alla sala, ci sono bellissimi angoli dedicati alla ristorazione tra cui il Tavolo dei Maestri, sovrastato da un candelabro ricco di foglie di vite e circondato dai ritratti dei vignaioli di Dievole, maestri appunto nell’arte del vino, oppure l’antica cantina che, intrisa del profumo di vini e di storia regala, a chi si accomoda al tavolo attorniato da botti, la sensazione di essere tornato indietro nel tempo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

La guida della cucina del ristorante è affidata ad una donna, chef e persona meravigliosa: Monika Filipinska. Polacca di origini, ma ormai in Italia da tempo, è la sintesi perfetta della raffinata Toscana. Monika combina egregiamente i sapori della tradizione con quelli più ricercati. Utilizza di base tutto ciò che la terra di Dievole le offre, dalle erbe aromatiche di cui i viali, i campi e i giardini sono bordati, ai prodotti di stagione che coltiva nell’orto, ai salumi, formaggi, miele e confetture di ogni genere.

Grazie ad una spiccata creatività, con le sue sapienti mani, guidate dall’accortezza e dal rispetto per il prodotto originale, dalla colazione alla cena, al semplice spuntino, Monika riesce a creare piatti deliziosi, equilibrati e dal sapore mai scontato come la panna cotta all’olio extravergine di oliva varietà coratina di Dievole: il dolce più buono e inaspettato che abbia mai mangiato.

panna-cotta

Monika è una grande scoperta, nulla da invidiare agli chef dei ristoranti pluristellati!

monika-filipinska

Al ristorante sono ovviamente proposti, in abbinamento ai piatti, i vini di Dievole. La scelta è ampia e spazia dal Chianti Classico in due versioni: DOCG e Riserva; all’ IGT Toscana bianco, rosato e rosso Le Due Arbie e al Divertimento che ha la particolarità di avere impresse sulla bottiglia, in polvere d’oro, le mani dei vignaioli che hanno imbottigliato il vino. Ci sono poi due “particolarità” che sono: la Certosa di Pontignano e il Plenum e infine le “essenze” cioè il vin santo, l’occhio di pernice e la grappa.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Personalmente ho trovato il rosato delle Due Arbie, di color rosa salmone, perfetto servito fresco per l’aperitivo da sorseggiare ammirando il panorama prima di sedersi a degustare il pranzo o la sera osservando le infinite sfumature dei colori del tramonto prima della cena. Un vino fruttato, molto profumato e gradevole che ha in sé la leggerezza, l’essenza e l’eleganza della Toscana.

Questo slideshow richiede JavaScript.

A Dievole il vino non solo è buono, ma è anche un progetto: il progetto Fidelio.
Nel punto più alto della tenuta, sulla collina che domina non solo Dievole, ma buona parte della campagna del Chianti, a raggiera, intorno ad un centro che permette un’osservazione a 360 gradi,  partono 30 filari di uve differenti che sono il DNA dell’azienda stessa.

filari

Come una Banca del Germoplasma sono state impiantate queste varie tipologie di vite e qui conservate e preservate in caso di necessità, con una coltivazione tesa alla eliminazione di fertilizzanti chimici a favore di una conversione al biologico. Fermandosi tra i filari è possibile divertirsi ad assaggiare le varie uve e scoprire quanto siano diverse tra loro nel sapore, nel colore e nella consistenza degli acini e immaginare come tutto ciò si traduca poi in vino attraverso le moderne tecniche applicate alla sapienza di vignaioli, agronomi e dell’ enologo Giovanni Alberio.

uva-tra-i-filari

Altro fiore all’occhiello di Dievole è l’olio. L’attenzione e la cura per la realizzazione di ottimi oli extravergine di oliva è affidata a Marco Scanu, sardo di origini, ma toscano ormai di adozione, che dopo un lungo periodo trascorso a lavorare in Sud America, è oggi alla guida del progetto Dievole legato al ripristino e alla valorizzazione degli oliveti presenti nella tenuta e alla ricerca della migliore qualità delle olive italiane provenienti anche da altre regioni, soprattutto del sud Italia, ma sempre certificate 100% italiane e seguite dalla piantagione alla raccolta. L’origine extra-regionale delle olive utilizzate da Dievole, è regolarmente indicata in etichetta, con la massima trasparenza verso il consumatore e con la dimostrazione, data anche dai numerosi premi riscossi negli anni, che è possibile realizzare un olio eccellente anche con olive non necessariamente raccolte in loco, ma acquistate da altre regioni e portate in Toscana in condizioni ottimali grazie al trasporto a temperatura controllata. All’interno della tenuta, gli ulivi, che in passato erano stati sacrificati alle vigne, hanno ripreso un posto centrale e sono diventati un vanto per Dievole.

oli-dievole

In occasione della permanenza a Dievole ho avuto l’opportunità di partecipare ad una degustazione guidata con Piero Palanti ed è stato un onore e un privilegio, ma soprattutto occasione per poter assaggiare i diversi oli prodotti da Dievole e assaporarne le differenze attraverso un’esperienza assolutamente illuminante. Piero Palanti è una persona un po’ fuori dagli schemi e con lui si può assaggiare senza paura di dichiarare le reali sensazioni che si percepiscono, farlo con l’olio extravergine di oliva di Dievole è stato un vero onore! Dal Nocellara alla Coratina, passando per il 100% italiano (coratina, peranzana e leccino) al Monocultivar Dop Leccino e al Chianti Classico (bland di leccino e moraiolo) per finire con una “chicca” che è stata la degustazione dell’aceto di vino rosso, realizzato con il metodo antico e assaggiato nel bicchiere da vino.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Tutto questo unito a cortesia, disponibilità, familiarità, cura per il dettaglio, accoglienza calorosa e sensazione di totale relax è #Dievolexperience, un’esperienza a dir poco strepitosa, grazie ad Elena Oprea e ad uno staff efficiente, presente e sempre attento.

dedica

E non stupitevi se a ciascuno è riservato un servizio speciale e personalizzato, perchè a Dievole si vivono davvero momenti magici e…incantevoli!

 

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply