Risotto al Nergi

30 settembre 2016
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Il risotto, un must della cucina italiana, è proposto in ogni stagione con ogni tipo di ingrediente, che lo caratterizza nel sapore e a volte nel colore. Ottimo il risotto classico ai funghi porcini oppure quello allo zafferano, che dà al riso una colorazione tipica gialla, ottimo anche con la melagrana per chi ama questo frutto dolce e particolare o ancora con il radicchio o la zucca, ma lo avete mai provato con il nergi? E soprattutto cos’è il nergi? E’ un nuovo piccolo frutto la cui pelle è commestibile e rimane di colore verde anche dopo la maturazione. L’interno è simile a quello del kiwi, di cui ha la dolcezza, ma la consistenza è più morbida e soprattutto è più piccolo, quindi più facile da mangiare, non si deve sbucciare e si ingoia in un boccone. Si trova al supermercato insieme agli altri frutti di bosco: lamponi, mirtilli, more e ribes. E’ un frutto appartenente alla specie Actinidia arguta, originaria dell’Asia Orientale dove è presente da millenni, nota come kiwi siberiano o baby-kiwi. La sua coltivazione è rimasta a lungo selvatica e poco conosciuta perché le piante disponibili producevano frutti molto vulnerabili, di difficile conservazione e mantenimento, finché negli anni ’90 alcuni botanici neozelandesi hanno avuto la buona idea di incrociare tra di loro alcune piante di questa specie al fine di migliorarne la qualità. Da ciò sono emerse nuove varietà, che hanno mantenuto le caratteristiche organolettiche e le qualità nutrizionali delle varietà originali, differenziandosi per una migliore tenuta e una maggiore conservazione dei frutti ed è così che è nato il Nergi, una varietà ottenuta da impollinazione naturale senza OGM (Organismi Geneticamente Modificati).

Ci sono piante sia maschili, sia femminili, perdono le foglie e la fioritura avviene a metà maggio, mentre i frutti crescono in grappoli durante l’estate. La raccolta viene effettuata a mano, frutto per frutto, tra fine agosto e inizio settembre, a seconda dell’annata e del territorio di produzione e ogni pianta produce tra i 10 e i 50 kg di frutti. Il nergi rientra nella categoria dei “superfrutti” grazie alla sua ricca concentrazione di vitamina C che, come la vitamina E,  è un potente antiossidante che agisce nella lotta contro i radicali liberi, responsabili in particolare dell’invecchiamento della pelle ed è anche riconosciuta per la sua funzione di anti-fatica. Oltre a tutto questo, il nergi ha un altro grande vantaggio: un basso contenuto calorico, con sole 52 Kcal per 100 mg. Quindi è ideale da consumare prima di un allenamento o per fare un pieno di energia !

La polpa dei Nergi può anche essere leggermente rosata: si tratta di un’evoluzione naturale del frutto legata alle condizioni di produzione (tipo di suolo, condizioni climatiche in campo…), che però non influenza minimamente il suo gusto o la sua sicurezza alimentare. I Nergi sono coltivati in Italia, in particolare in Piemonte, nella zona pedemontana del Cuneese. Ma diversi “nergeti” sono presenti anche in Francia e in altri Paesi dell’Europa meridionale.

Io li ho mangiati in tutti i modi, li ho fatti assaggiare alle mie figlie che si sono innamorate del suo gusto dolce e li ho consigliati ad amiche che fanno sport perchè sono facili da consumare in qualsiasi momento. Poi ho pensato di sperimentare una ricetta per utilizzare questo frutto in cucina in modo alternativo al consumo come merenda, spuntino o fine pasto: il risotto al nergi.

Ingredienti per 4 persone:

Riso Carnaroli 300 g
Nergi 2 confezioni
Vino Bianco 1/2 bicchiere
Cipolla 1 piccola
Brodo vegetale 200 ml
Latte 1/2 bicchiere 
Olio extravergine di oliva 2 cucchiai
Parmigiano grattugiato
100 g 
Formaggio Fontina
1 fetta da 50 gr 
Sale
q.b. 
Pepe 
q.b.

 

Procedimento:

Preparare in anticipo un brodo leggero. Sbucciare, tritare la cipolla e farla appassire con poco olio in una padella capiente, aggiungere il riso, farlo tostare, sfumarlo con il vino bianco e lasciare evaporare. Unire il brodo al riso e portate a cottura per 15 minuti circa. A metà cottura preparare i nergi, lavarli e tagliarli a pezzetti. Unirli al riso e aggiustare di sale e pepe. A fine cottura, fuori dal fuoco, unire il parmigiano e mantecare il tutto. In un pentolino sciogliere la fontina tagliata a cubetti con un po’ di latte e versare sul risotto. Servire con l’aggiunta di qualche nergi per decorare.

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