Spaghetti scuba oil alla maniera di Scabin

25 febbraio 2016
scuba oil in barattolo

Questa ricetta è davvero semplice, non solo apparentemente! Lo scorso settembre ho partecipato con l’Aifb (Associazione Italiana Food Blogger) all’evento “I Primi d’Italia“, che si è svolto a Foligno, giunto alla sua XVII edizione (di cui potete leggere qui) ed ho avuto il piacere di assistere ad uno speciale cooking show che è stato quello dello chef Scabin. Durante le sue preparazioni ha incuriosito i presenti sia per la “genialità” delle proposte sia per l’ovvietà (!) delle stesse. Lui usa molto la pentola a pressione, il sottovuoto e l’idea molto vicina a quella di una “casalinga disperata” che in poco tempo deve ottimizzare e preparare un buon pranzo. Certo è Scabin, non uno chef qualunque e quindi lo fa con charme, con un bellissimo impiattamento e con la dovuta cura per gli ingredienti, ma sicuramente usa mezzi che tutte (o quasi) noi abbiamo in casa e con la naturalezza che applichiamo anche noi nella nostra quotidianità, per questi motivi è assolutamente da studiare e utilizzare, quando possibile, soprattutto per una questione di tempi!

scuba oil in barattolo 1

A seguito di questa esperienza ho deciso di provare a preparare una delle sue “idee” e cioè gli spaghetti scuba oil, ovviamente modificandoli e apportando una personalizzazione nel condimento. Lo chef Scabin aveva consigliato di conservare gli spaghetti in olio anche per 4-5 giorni, ma io divorata dalla mia grande curiosità ho resistito appena un giorno e li ho assaggiati subito, devo dire che il risultato è strabiliante. Seguite più che la ricetta il procedimento, ma attenzione per la buona riuscita del piatto la cosa essenziale è l’olio che deve essere Extra Vergine di Oliva e di ottima qualità. Io ho utilizzato un olio fruttato leggero della Sabina, nel Lazio, e la mia scelta è stata dettata dal fatto che ho voluto aggiungere qualche ingrediente per insaporire gli spaghetti e non volevo che l’olio fosse troppo fruttato e coprisse il sapore di qualcuno di questi ingredienti. Essendo l’olio EVO l’ingrediente principale di questa ricetta, dopo la pasta, ciascuno si può sbizzarrire a seconda dei propri gusti. Per esempio con un olio più fruttato si può optare per il piatto originale di Scabin che prevede una fetta di pomodoro a crudo appoggiata semplicemente sugli spaghetti. L’olio EVO tra l’altro ha delle proprietà nutritive infinite: contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue, è un potente antiossidante, i suoi polifenoli aiutano infatti a combattere la formazione dei radicali liberi e svolgono un’azione antinfiammatoria sulle cellule, è ricco di vitamine E, D, K e di provitamina A , aiuta a tenere sotto controllo la pressione e l’ipertensione, aiuta le funzioni digestive e facilita l’assorbimento di sostanze benefiche per l’organismo, è un alimento fondamentale nella dieta dei bambini fin dalla prima infanzia, aiuta ad assorbire meglio il calcio giocando quindi un ruolo importante nella prevenzione dell’osteoporosi, molti studi rilevano che l’olio di oliva protegge il cervello riducendo il rischio di Alzheimer ed è importantissimo nella cura della pelle, aiuta infatti a trattare psoriasi, acne ed eczemi.

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In cucina esalta i nostri piatti se usato a crudo e grazie alla resistenza alle alte temperature è uno dei grassi vegetali più adatti alle fritture. Il suo punto di fumo (temperatura intorno alla quale si creano composti cancerogeni) è intorno ai 220° mentre per gran parte degli oli di semi si va generalmente dai 160° ai 190°. Un buon olio di oliva regala croccantezza e leggerezza ai fritti e protegge la salute. Quindi usiamolo di più, giochiamo con le intensità e i vari “sapori” che l’olio di tante diverse zone italiane ci regalano e sostituiamolo il più possibile agli oli di semi e al burro, anche nei dolci.

Io amo il mondo dell’olio e approfitto per segnalare un’iniziativa molto interessante alla quale parteciperò e che si svolgerà dal 5 all’8 marzo p.v. a Trieste: Olio Capitale. Ovviamente poi leggerete nel dettaglio tutto lo svolgimento dell’evento e se partecipate usate l’hashtag #oliocapitale10 così le vostre foto e i vostri commenti saranno parte dell’evento!  Ma ora passo alla ricetta.

Ingredienti per barattolo di vetro monoporzione:

Spaghetti 60 g 
Olio Extra Vergine di Oliva 100 ml
Patè di olive nere  1 cucchiaio
Capperi
5 – 6
Pomodori di Pachino varietà ciliegino IGP secchi 
1 manciata

 

Procedimento:

Versare l’olio EVO, io ho scelto un olio fruttato leggero della Sabina come ho anticipato prima, all’interno del vasetto di vetro per le conserve. Non bisogna arrivare al bordo, ma ad almeno tre cm da esso. Aggiungere il patè di olive nere, i capperi e qualche pomodorino ciliegino di Pacchino secco, quest’ultimo precedentemente ammollato in un pochino di acqua. Chiudere ermeticamente e riporre in frigo almeno per una notte.

Il giorno dopo, in una pentola di acqua bollente salata versare gli spaghetti, che io per mia scelta ho deciso di fare in “monoporzione” e che ho pensato sarebbe stato carino riproporre proprio per un buffet con amici, in tanti piccoli vasetti di vetro della serie “a ciascuno il suo”! Scolare gli spaghetti un paio di minuti prima del tempo di cottura previsto e dopo aver tolto dal frigorifero il barattolo con l’olio, che nel frattempo si è quasi solidificato ed è diventato chiaro, versarli utilizzando una pinza direttamente nell’olio freddo e creare un vortice all’interno. Chiudere il barattolo e conservare fino a 4-5 giorni.

Anche in questo caso ho già anticipato che io non ho resistito più di un giorno ed ho assaggiato il risultato dopo solo 24 ore per l’infinita curiosità che mi stava “divorando”. Volevo sapere subito se quegli spaghetti erano buoni o immangiabili e devo ammettere che erano buonissimi. Il principio è quello della conserva sott’olio, quest’ultimo infatti, quasi congelato dopo poco più di una notte in frigo ha bloccato la cottura degli spaghetti e ne ha mantenuto integra la consistenza. La ricetta originale dello chef Scabin prevedeva come condimento solo una fetta di pomodoro adagiata sopra, io invece ho pensato di aromatizzare l’olio per insaporire il tutto con gli ingredienti in più di cui sopra e il risultato è stato davvero strabiliante. Provare per credere!

scuba piatto front

Io li ho mangiati a temperatura ambiente dopo averli tirati fuori dal frigo un’ora prima di sedermi a tavola, li ho messi nel piatto dopo averli scolati dall’olio e aggiunto il condimento che era sul fondo del vasetto, volendo sempre dopo aver tolto l’olio, possono essere scaldati nel forno a microonde. Aver aggiunto i capperi, il pesto di olive e i pomodorini secchi è stato un motivo per riutilizzare l’olio che è rimasto nel vasetto dopo aver scolato gli spaghetti, quindi mi raccomando non buttatelo, ma riutilizzatelo per condire altri piatti, magari una semplice insalata!

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8 Comments

  • Reply Fabio 25 febbraio 2016 at 11:14

    Ma questa è una vera figata! Alle volte basta poco per fare “innovazione” in cucina, semplicemente apoplicando una tecnica ad un altro tipo di preparazione. Ottima ricetta. Bravi tu e pure Scabin, dai! 😀

    Fabio

    • Reply peperossoincucina 25 febbraio 2016 at 15:11

      Grazie Fabio, ma la bravura è solo di Scabin che è capace di fare “genialate” con cose semplici. Gli spaghetti sono ottimi, se l’olio viene insaporito diventano ancora più gustosi ed è incredibile come mantengono la loro consistenza anche a distanza di giorni. Da provare assolutamente credimi! 😉

  • Reply Giovanna 25 febbraio 2016 at 19:28

    Ciao Fabiola! Questa la devo provare di sicuro. E poi ti racconterò. Penso che in primavera/estate sia una procedura da non sottovalutare, no? Grazie! U bacio grande

    • Reply peperossoincucina 26 febbraio 2016 at 15:27

      Si Giovanna, devi provarla e vedrai non resterai delusa! E’ un modo per conservare la pasta e mangiarla anche “fuori casa”, basta chiudere il vasetto e portarlo al mare o in campagna o sul lago! Insomma un’idea semplice ma geniale. Un abbraccio anche a te

  • Reply betulla 2 marzo 2016 at 14:58

    Cara fabiola, il tuo post è davvero interessante: ho sentito parlare tante volte di questo metoso, senza che mi venisse mai voglia di provarlo davvero! I tuoi spaghetti invece hanno acceso una scintilla…per cui già mi vedo in un bel giardino d’estate con in mio barattolino di spaghetti al pomodoro!Mi salvo il tuo post e ti terrò aggiornata sugli esperimenti…a prestissimo!

    • Reply peperossoincucina 2 marzo 2016 at 15:29

      Grazie mi fa molto piacere che questa ricetta ti abbia stuzzicata! Quando li ho visti fare, mi hanno intrigato abbastanza, ma non avendoli assaggiati sono rimasta nel dubbio. Ora che li ho fatti e mangiati devo dire che mi hanno stregata e anche per me saranno un “must dell’estate”! Ps: grazie anche per la condivisione. Ci vediamo prestissimo :-)

  • Reply Alice 2 marzo 2016 at 15:09

    Wow! Una tecnica davvero innovativa e al tempo stesso semplicissima. Adesso hai incuriosito anche me :-)
    Grazie per la condivisione e buon soggiorno a Trieste!

    • Reply peperossoincucina 2 marzo 2016 at 15:46

      Grazie Alice, provala e fammi sapere cosa ne pensi! Speriamo di rivederci presto :-)

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